l’aria fu grazia pendente
tra il mare e quell’attimo prima del sole
allo stesso modo di uno scoglio
come di sabbia posata
e di gracile superficie
per un volo alle strade mai raccolto

come quelle voci poco intonate
lungo alcune curve in agguato
attimo di un quadro per un salto disceso
a fingere colori, a fremere mani
appena dopo tutte quelle storie
di un uomo senza nome

di strade a camminamenti
e di occhi le donne alle lacrime
per le parole di un tempo tra muri
graffi se vuoi, strette via a destinarsi
come chiacchiere ostinate
di ogni fermata a mendicare pioggia

di frangenti a smettere vite
e distese silenziose, campi a margine
di luoghi strappati alle rose
e per conseguenze a farsi male
di miele scosceso e di stelle insicure
densa trama di questo cielo steso