e che nascere un po’ alla volta
si potrebbe anche avanzare,
simili al gesto di un viaggio,
dove i più fortunati potrebbero
vincere una vita,
magari un po’ alla volta
come finestre al vetro di ogni vento
e con gli occhi lontani dal sole

o con la goffa estasi di una strada
che si agita squarciando confini
magari con le pietre che premono per un destino
incontrato più avanti,
o all’alba, dove i marciapiedi
si ereditano, insieme alla paura di qualcuno
e agli attimi distratti e confusi
dentro un miracolo

forse capitando come le ore senza risposta
che vivrebbero d’inutili cose
ma così vere che il silenzio
di una pennellata cambierebbe memoria
per aprire colori e fessure,
o sulla strada di un volto che si spezza
e indugia per l’amore di un ritorno

magari con l’urlo di un lampo che affiora strano