è una vibrazione gridata
ogni marcia ostinata, di cieli imperfetti
e terra indossata sporca
tra mille occhi disturbati e donne in fiato
attraversando voci, deserti
e lune ingabbiate e quella sabbia
lontana un porto

in quel buio assegnato che t’inghiotte
nel mare invaso,
margine di un volo che brucia,
e ancora voci, nel silenzio separato
di scogli e messaggi ripetuti
vergine d’acqua caduta in strazio
e ballata di morti e ancora morti

poi una bandiera dimezzata,
di un vento senza madre
e per muri trovati, e voci e ancora voci
tra le gonne impregnate di figli mai nati,
e freddo di sale sulle mani,
benzina promessa e moli profanati,
teli messi in croce e sirene in via del fosso