pensammo al vento
quando la vita venne con la voce roca
e un muro di graffi bianchi
fummo ostinati e distanti
come vedute di un’alba stanca
spesso con due pensieri anni ‘80
e mille metri da riempire andando di fianco

e nessuno fu cieco dinanzi al tempo
tra direzioni a confondere i sensi
dimenticammo anche gli angoli
e le ragazze un passo avanti
restando in riproduzione destinati
e in piedi per vittorie disorientate
con la strada a rincorrere ogni meta

e ci accorgemmo di lunghe decadenze
incontro a qualche osso tra cani disturbati
esibendo mondi sconosciuti
e centinaia di miglia a renderci somma
come il canto di un luogo a passare
per essere visione e fuoco
svelti d’inverno e senza nome

in fila per frammenti e momenti
e in livrea di santi
insoliti e spontanei come un lampo