si prova un senso di malinconia
quando sui vetri che si appannano
la strada lotta per la prima volta
ed è strano camminare nel fumo
in cui quel senso si adagia,
quando gli anni si sono spenti dietro l’angolo
i fantasmi sostano in penombra
e quell’insegna al primo piano
segna un’ora troppo lontana

lontana come un giorno lento
dove l’alba s’indossa a mano libera
e le rose si arrendono ai balconi

nel tempo invano di un parcheggio
le auto assomigliano alla pioggia
e la nebbia il mondo
tutt’intorno all’unico marciapiede,
la voce balla da sola
nel debole clamore di un lampione
e quel numero non basta più,
vicino alle panchine
qualcuno raccoglie una meta