e vivo in ogni parte d’aria,
in ogni luce che si aggiusta piano,
come la fragile infinità
di questo vento in sottofondo
dove la voce ancora trema
per la verità che resta fuori
e per quel contorno simile all’alba
che sembra un volo, quasi un sogno

dove il cielo non è più un posto
l’odore della pioggia
m’invade come un sussurro
e gli anni sembrano vecchie foglie,
appena un passaggio di onde,
figlie di una notte ostinata e normale
e di qualche primavera sbiadita,
ma nessuno sembra accorgersene

-il tempo è un mare lontano
che si ama in silenzio, bagnando