saremo ombre appena passate
e luci fin troppo confuse
tentati da qualche curiosità
che non ricorderemo
e con la voce del silenzio
dentro un passo inginocchiati

in quella nebbia che non vede niente
e con la pioggia avventata
che lenta s’increspa di luoghi e strade,
saremo liberi come il vento
vicino alle nuvole senza cima
incerti poeti di un vecchio viale

come eroi sotto casa
senza nemmeno un significato
tra paesaggi di un ricordo capitati
con le mattine differenti
in ogni stormo e in ogni cosa
stanchi e felici e a volte arrugginiti

magari qui o chissà dove,
dentro un libro sfogliati
o tra le ore investite in qualche stazione
ubriachi per mille viaggi andati
eterni di figli e di vecchi giornali
o solo per un minuto sulle scale