non te ne andare
senza uno sguardo da stare male,
con questa tristezza
che tentenna in ogni sua parte,
pensa alle sere in cui un arrivederci
sembrava dire a domani,
non te ne andare una sola volta
ma fallo mille e mille volte
e almeno ogni volta che vorresti restare,
vai come se fosse la strada
la tua ultima scena
e non per vergogna
ma per quell’onda che ancora ti chiama,
fallo come fossi un gabbiano
oltre gli occhi che non diranno
e per i fiori in mezzo ai santi
e fallo con rumore
correndo addosso ai rami,
senza fretta, tra le stelle
giovani e belle, oltre la finestra
appena dopo un temporale,
tremando e felice, ubriaco di niente
eppure ridendo,
non te ne andare senza almeno morire,
per l’eternità ci sarà tempo