c’è una strada in fondo al silenzio,
l’eco è un saluto di poche avventure
come l’affanno di qualche giorno,
invece il tempo è quello dei gabbiani
numeri e vaghe fortune d’aria,
alcune strisce di petali gialli
si confondono e si alternano
come la vecchia corsa di mille volte

la 22 è un paesaggio lento,
la lista ininterrotta di un giornale
e di un cane che sbadiglia e si allontana,
sul muro due graffiti fanno amicizia
mentre una bambina
raccoglie quello che resta del mare
e le auto si consolano in riva al sole
con quello che viene dopo

insieme alla banalità di certi momenti
l’intima ricompensa di un uomo
è una breve, solitaria concessione,
ma si sa è versante incline alla pendenza
il viaggio di questa vita
dove l’increspatura è parere di schiuma
e l’arrivo la goffa metafora
di una favola senza destinazione

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