si vive senz’altro nome
se non di luce che si sveste al sogno
di nessun’altra dote
se non la nave con cui cortese
ti affidi al tempo,
nelle ore di un mare notturno
e di quell’attimo sofferto
dentro al petto
quando accorto t’impegni di paure
e di mille lanterne

si vive senz’altro nome
se non la vita
inesperta e senza marce
e con gli occhi abitati di chi non conosce
il giorno in fondo alla sera
per la sabbia di un viaggio
che dipende dall’amore
e dall’aurora che non viene
mentre la luna lenta s’accascia
per restare all’ombra il poco sole