come in quei luoghi lontani
sospinti da fiori di cemento,
in nessuno di quei luoghi,
per il tempo degli occhi in affanno
fin dentro al mare dopo ogni incontro

nemmeno in quei lunghi silenzi
che lottano e non avranno mai volto,
in quelle case tranquille
dove scende la primavera
e la sera accade senza sapere

e magari riuscissimo ad amare
come l’amore che si ama in sporgenze,
in versi di chiare rondini,
con l’oblio di mille finestre che vanno
e all’acqua di mille rovesci mostrano il cielo

ma da queste parti
esiste solo la voglia di essere vento
e quell’inutile pazzia di un’istante
disordinata e sfuggente come l’aria
che vale l’imprecisione più pura