furono strade imperfette
le mille eternità lasciate dietro
resti di sciocche memorie
e di attimi intravisti appena
confinate di vecchie facce
e di fiori inquieti e imprecisi

fu impressione sospesa
ogni bagliore inutilmente custodito
e rifiuto di rosa
quel verbo infilato per difetto
nell’ultimo respiro nato
per ogni mare di un orizzonte intravisto

proprio dove la salsedine si aggrappa
e ogni luna si trasforma in barca
tra deserti e mani
a chiedere preghiera in perdono
simili al tempo
e all’occhio di uno solo

ma noi restammo lì,
a mietere foglie disattente
dove la vita rimane di riflesso
e grida sottovoce
come il seme del grano
quando al vento cade normale

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