con versioni in differenza d’acqua

ho coordinate sparse, due parole da comodino e le finestre con quel verso di mondo a taglie miste e ancora partenze e sentenze giornaliere colori fermati da qualche tasto di mani per scandire note in similitudine e ricordi per ogni verso, in ogni lacrima di foto a vivere ora col verso della pioggia definisco arrivo … Continua a leggere con versioni in differenza d’acqua

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e i passi in condizione di peso

in quest’eternità di porti avrei voluto essere imminenza d’acqua onda in vocazione di scogli magari vento con necessità di movimento ma anche temporale se a piangere non fossero le nuvole a meridione e avrei scomodato i sogni con le promesse del cuscino per qualche capacità d’alba (forse all’abitudine di una sedia avrei preferito rarità e … Continua a leggere e i passi in condizione di peso

le destinazioni hanno il peso delle valigie

le destinazioni hanno il peso delle valigie ma dipendono ancora dai bigliettai il microfono invece non sa decidersi tra arrivi e partenze appena fuori le macchine giocano a nascondino coi vigili usando tutta la destrezza della fuga solo la caduta dell’acqua raccoglie parole per farne saluti, il cielo pare rassegnato alle facce stanche e in … Continua a leggere le destinazioni hanno il peso delle valigie

Tra scogli e indifferenze di treni

per chi attende le mani non possiedono corrispondenze come l’acqua in opposizione esistono solo per un tragitto di pietra e sebbene le nuvole siano esattamente le stesse è la differenza di latitudine che ne aumenta il grigiore perché quando a occupare lo spazio della pioggia sono le gocce sui volti non è possibile distinguere la … Continua a leggere Tra scogli e indifferenze di treni

ora che gli occhi trasportano gocce

sono quello che sono e vesto i miei anni di giorni che afferro al tempo ho solo sogni, quattro lire di vento lungo la strada di fronte ho in mente i ricordi gli attimi presi nei vicoli c’è la Chiesa Madre vicino alla fontana l‘arco che disegna la storia e scorro insieme alle pietre tra … Continua a leggere ora che gli occhi trasportano gocce

col senso della pioggia in umido al tempo

con le gocce che sembrano umane anche il verso delle auto risente del bagnato sui vecchi invece si trascina come gli occhi -turgidi di giovinezza- o in qualche parola stantia da infilare lungo il cammino intorno il gioco dei minuti ha la sua fermata tra ombrelli di corsa e un numero barrato così il rincorrersi … Continua a leggere col senso della pioggia in umido al tempo

graffi di città, quasi una sensazione di stelle

in questa città scheggiata dalle tangenziali la vita assomiglia al vuoto, all’altitudine impalpabile dei palazzi : appena una pellicola di nudità che racconta il suo film d’asfalto (nei colori metropolitani e i troppi silenzi per farne parte) mi dico che è una manciata di vicoli buttata lì, di sbieco al bavero di un lampione mentre … Continua a leggere graffi di città, quasi una sensazione di stelle

Antes que anochezca (prima che sia notte)

Poesia composta e dedicata a Reinaldo Arenas, scrittore, poeta, drammaturgo e saggista cubano (Holguín, 16 luglio 1943 –New York, 7 dicembre 1990) Quanta acqua versa il mare nemmeno gli occhi riescono a contarla, si perdono nel suo immenso liquido insieme ad altra acqua e navigano con gli alberi ascoltando i rumori del vento tra le … Continua a leggere Antes que anochezca (prima che sia notte)

dove tempesta non fu acqua

eri lontana come la strada quel giorno, silenzio per dirsi addio, mani per un forse d’arrivederci fu il tuo corpo a muovermi incognite, come lunghezza in distacco aveva deciso per un altro volo : della notte solo il magico intromettersi di vicoli e lampioni affinò parole e col volto leggero all’ultimo bacio morì con la … Continua a leggere dove tempesta non fu acqua