graffiando teli di sambuco

quanta sabbia e occhi scorgo immensi e colori far finta ai gabbiani come fossero fremiti mi sollevano dai dubbi del mare in quell’attico di nuvole che svolge sentieri e appariscenze di luna istanti d’acqua in avvenenza di voce tra momenti di scogli e il protrarsi della marea mentre ad est si commuove il sole sdraiato … Continua a leggere graffiando teli di sambuco

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non ci saranno abbastanza fiori

non ci saranno abbastanza fiori per respingere un proiettile né lacrime di cera per illuminare perché verrà il rumore della paura e si frantumeranno i corpi con misure di teli voleranno le bare, inadeguate come gli uccelli, all’altezza sconosciuta di una sedia e gli occhi del mondo non avranno altra maniera diversa dal silenzio così … Continua a leggere non ci saranno abbastanza fiori

Il treno delle nuvole

Una stazione ferroviaria è un crocevia che si rivela in tante piccole vie oppure si proietta dentro piazze dove incontrarsi per un aperitivo o un saluto. L’accomuna il moto rotatorio di arti, occhi e frattaglie varie intenti a prendere un treno che non sempre conduce nel posto dove si vorrebbe arrivare. In quella porzione di … Continua a leggere Il treno delle nuvole

poi vennero i chilometri e le assenze

di fronte al vaglio degli anni poche le pretese qualche sigaretta, gli amici di sempre e un balcone da difendere le case sembravano non offendersi delle nostre partenze, del resto al cemento bastava il suo nord per essere più alto degli alberi intorno le conferme erano svanite da un pezzo : i concorsi avevano svuotate … Continua a leggere poi vennero i chilometri e le assenze

tra segni di tempo e ruggine

a forza di essere uomo mi porto addosso il peso delle orme come fossero di cemento (strane cose con le gambe indietro che sanno di nebbia e di direzioni incompiute) paziente come un libro cerco un assaggio di parole mentre margini d’architetto definiscono inchiostro e senso ma precisazioni di pioggia trovano la diagonale degli occhi … Continua a leggere tra segni di tempo e ruggine

a te che hai lasciato un segno di carta

a te che hai lasciato un segno di carta e qualche rossetto in bella vista vorrei offrire un altro biglietto per il mondo, magari solo l’effetto del vento o forse un abbraccio verde di giardino che si muove distratto di penombra in penombra parlando dei tuoi anni stretto a quegli occhi mi perdo in manciate … Continua a leggere a te che hai lasciato un segno di carta

dentro una vita muta (dedicata)

passeggi con resti di vertigini su questa luna di carta e ti accorgi che le sentenze sono lì : pali e assiomi indesiderati dentro una vita muta e continui con le evidenze di qualche stravagante sintomo a risarcire il tuo moto con l’altezza dei sogni mentre la scena che ti vide nascita giace tra i … Continua a leggere dentro una vita muta (dedicata)