diecimila lire

quante sere sui volti distanti come panchine senza tempo a ridere se i soldi erano solo un’idea o i metri della piazza un registro riempito a chilometri e le ore, annoiate e appese, a rendere superflue le parole di settembre come le feste alla fine di un abbraccio : eravamo aria in quegli attimi da … Continua a leggere diecimila lire

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Il tempo tra le mani

fuggono le mani nelle ore tentate ai mozziconi di un bar mani rimaste indietro, perdute al fumo di serate alcoliche, alle scadenze di periferia fuggono le parole sfoderate agglomerando voci dove l’ignoto era traccia da fiuto parole vendute alla notte per un passaggio di ponti infilando giornali e stelle ora coperte d’asfalto si mescolano alla … Continua a leggere Il tempo tra le mani

le sigarette pendevano sui vecchi

le sigarette pendevano sui vecchi -tra i volti di una volta- come a guadagnare un po’ di tempo in un biglietto dell’Asl anche le riunioni, sempre più spesso col vento, capitavano per non sentirsi soli : a un verso d’autobus dalle panchine del parco e le definizioni dei balconi, che stentavano in partenza, assomigliavano alle … Continua a leggere le sigarette pendevano sui vecchi

il modo intimo di scegliere i passi

quando il lato disinvolto del mondo è mestiere da grandi la parola ha voce d’inverno solo il modo intimo di scegliere i passi diviene conterraneo e vicino tanto da sentirsi ancora bambini a volte però non rimane che disfare giochi perché di quel senso smarrito di corse e occhi rimane un oggetto di vetro troppo … Continua a leggere il modo intimo di scegliere i passi

un uppercut di lampioni

ci sono panchine dal nome indiscusso che frequentano la piazza con quell’abbigliamento sparso che le rende usate dimostrano quanto siano piccole le odissee dei passi e i gesti delle chiacchiere quando preferiscono le sfilate -basta un giro di gente per legare voci senz’aria, come le abitudini in culo a ogni direzione- di solito è il … Continua a leggere un uppercut di lampioni