Al sogno che mi venne in padre

Sei all’alba l’assenza del volo, albero abbattuto tra i rami in grazia quando a sera arroventi i miei occhi, sei mani allungate e musica antica quando mi si accende bellezza e stringo raggi di miele. Perché mi nacque soglia tra i sogni di padre, oro e melograno tra rilievi di giacca in odore e altezza lucente da raggiungere d’amore. Quando il taglio rimarca impronte come … Continua a leggere Al sogno che mi venne in padre

ho scelto il vento

Ho scelto il vento per rubare immagini alle vetrine, oltre l’usura degli autobus un ultimo viaggio di grandezza. Per chiusure e lampioni la ruvida grazia della vita, quando distrae e si abbandona ad ogni inchiostro. Ora che il cielo è una pioggia strana i passi capitano rari e una piccola, goffa, discesa d’estasi esiste senza strada. Dentro un singolo ricordo di vastità e in nessun … Continua a leggere ho scelto il vento

potrei del buio farne istanti

A spartire fiato e tempo potrei del buio farne istanti, forse una strada. Di questa luce venduta all’alba una moneta in cambio del sole e qualche sorriso pronto all’incasso. All’angolo di un’elemosina scelgo occhi di seta. Un dolce limitare di vita come verità dedicata agli alberi. Questa è la mia storia, un giornale di pelle per sentirmi uomo, murales a forma di casa. /al bar … Continua a leggere potrei del buio farne istanti

l’umida direzione dell’aria

Vorrei prendere i temporali, rubandoli agli occhi. Come l’albero quando chiede un legame di foglie, come il sole quando si stanca del giorno e chiede un po’ di sera. Sognare è capitare, oltre le nuvole silenziose che vanno dove le parole si fermano, senza sale o mano di grecale, ma vanno e non sanno di andare. In questa partenza di finestra non ho niente della … Continua a leggere l’umida direzione dell’aria

con quell’eternità di fiato che fa strada

Per tutto il tempo delle labbra si misura l’idea del vento con quell’eternità di fiato che fa strada. Perché sapere è un consumarsi alla fermata dell’autobus. Come le parole quando non sono affatto sorpresa, neanche per quell’ultimo lampione, come quell’inizio di onda che non ha più mestiere. E se anche la voce della notte basta al silenzio, al cammino dei marciapiedi, rimane un triste sollievo … Continua a leggere con quell’eternità di fiato che fa strada

un’esperienza di lampioni

Alla pioggia si paga l’urgenza dell’attimo e poche preghiere si salvano, da alcune storie d’autobus i vetri sanno di vivere attraverso gli occhi. Del resto l’acqua va per nuove sponde come un temporale impaziente, che resta agli alberi in odore per capitare ancora. Sulle foglie, dentro un luogo di passo, i vecchi nomi in processione si assottigliano tra panchine ingaggiate e alcune fatalità in pensione. … Continua a leggere un’esperienza di lampioni

un’ombra di salsedine nelle tasche

Ho due monete di mare tra le mani, un’ombra di salsedine nelle tasche. Lungo la costa uno spigolo di mondo avanza indifferente ai miei pontili, al cielo disordinato. -la mia è una maschera di fumo (l’altra mano delle stelle) ma prima che diventi nera vorrei saper volare- Non scorgo vento addosso alle onde ma solo movimento incostante e schizzi di me che mimano alberi: a … Continua a leggere un’ombra di salsedine nelle tasche