poi vennero i chilometri e le assenze

di fronte al vaglio degli anni poche le pretese qualche sigaretta, gli amici di sempre e un balcone da difendere le case sembravano non offendersi delle nostre partenze, del resto al cemento bastava il suo nord per essere più alto degli alberi intorno le conferme erano svanite da un pezzo : i concorsi avevano svuotate … Continua a leggere poi vennero i chilometri e le assenze

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nessuna voce varrà la fine

in qualche parte di mondo il silenzio ama resti e strade come le donne le ombre sui veli quasi fossero scelta le mani di legno a decidere la resa, l’ennesima sconfitta macerie e fiori dentro il cuore salite e fosse per restare qualche piccola bomba al mercato per essere cancrena e fragore addosso giubbotti di … Continua a leggere nessuna voce varrà la fine

tutt’intorno vuoto e ampiezza

la strada assume direzioni con poche diottrie nei sospetti di letture ha la sosta, i gesti delle persone il viavai delle solitudini solo qualche sedia circoscrive il rumore delle macchine oltre il pomeriggio e l’abitudine Maria addobba cartoline con limitazioni di muri molte le pagine del tempo tra sigarette e caramelle : il bancone di … Continua a leggere tutt’intorno vuoto e ampiezza

scelsi di rimanere con la pioggia

ai contrasti del gelso s’imbrattavano maglie e pantaloni con qualche parola a destinare il rosso del pomeriggio dal basso i tetti sembravano salti -avrebbero difeso anche il vento per non bagnarsi d’asfalto- tanto a farli morire da mattoni ci sarebbe stato Gregorio : pennarelli di circa trent’anni e malessere d’artista poi vennero le strade e … Continua a leggere scelsi di rimanere con la pioggia

a te che hai lasciato un segno di carta

a te che hai lasciato un segno di carta e qualche rossetto in bella vista vorrei offrire un altro biglietto per il mondo, magari solo l’effetto del vento o forse un abbraccio verde di giardino che si muove distratto di penombra in penombra parlando dei tuoi anni stretto a quegli occhi mi perdo in manciate … Continua a leggere a te che hai lasciato un segno di carta

ora che gli occhi trasportano gocce

sono quello che sono e vesto i miei anni di giorni che afferro al tempo ho solo sogni, quattro lire di vento lungo la strada di fronte ho in mente i ricordi gli attimi presi nei vicoli c’è la Chiesa Madre vicino alla fontana l‘arco che disegna la storia e scorro insieme alle pietre tra … Continua a leggere ora che gli occhi trasportano gocce

col rumore dei jeans che non capirono

Laura era scesa di buon mattino il sorriso stampato sul casco la moto appena dietro la patente nuova dal balcone i fiori tentavano il ritmo del tempo col sentimento del vento anche l’aria era convinta del sole solo una nuvola sosteneva il grigio del cielo era bella Laura, di quella bellezza che non ti accorgi, … Continua a leggere col rumore dei jeans che non capirono