poi vennero i chilometri e le assenze

di fronte al vaglio degli anni
poche le pretese
qualche sigaretta, gli amici di sempre
e un balcone da difendere

le case sembravano non offendersi
delle nostre partenze, del resto
al cemento bastava il suo nord
per essere più alto degli alberi

intorno le conferme erano svanite
da un pezzo : i concorsi
avevano svuotate tutte le birre,
ormai solo un brano dei Police
indicava la luna

quel giorno festeggiammo :
i piatti di carta per scriverci
un po’ di sapore
e lo sguardo oltre il vetro
per non mischiare lacrime

poi vennero i chilometri e le assenze,
sostituimmo i giubbotti anni ’80
con le divise del ventisette
ma decidemmo di tornare ogni estate

 

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8 pensieri su “poi vennero i chilometri e le assenze

  1. è comunque bello poter conservare gli amici di sempre, ritrovarli…qui esprimi una sobria nostalgia, il tuo sguardo spazia disincantato ma saggio e sereno sulla distesa degli anni passati

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