diecimila lire

quante sere sui volti distanti come panchine senza tempo a ridere se i soldi erano solo un’idea o i metri della piazza un registro riempito a chilometri e le ore, annoiate e appese, a rendere superflue le parole di settembre come le feste alla fine di un abbraccio : eravamo aria in quegli attimi da … Continua a leggere diecimila lire

Annunci

domani accarezzerà ancora i fiori

Marina vende ai giorni il lato inverso del mondo, l’altra possibilità di un gesto ha il suo angolo di cielo tra giornali e fianchi d’inchiostro e raccoglie scontrini come un pomeriggio smesso di fronte il caffè misura precipitazioni metropolitane raccogliendo orme -solo i fiori aspettano una carezza- un’ultima luce tra i cartelloni bagna i marciapiedi … Continua a leggere domani accarezzerà ancora i fiori

Il treno delle nuvole

Una stazione ferroviaria è un crocevia che si rivela in tante piccole vie oppure si proietta dentro piazze dove incontrarsi per un aperitivo o un saluto. L’accomuna il moto rotatorio di arti, occhi e frattaglie varie intenti a prendere un treno che non sempre conduce nel posto dove si vorrebbe arrivare. In quella porzione di … Continua a leggere Il treno delle nuvole

confini e silenzio agiscono come teli

in un grido di scogli è scesa la notte con rumori in allineamento e corpi di qualche voce tra catene e volti in cancrena fin dove le ombre sono sale e l’assenza un porto quando in nudità di soglie confini e silenzio agiscono come teli e dalla parte dei chiodi il limite delle onde si … Continua a leggere confini e silenzio agiscono come teli

Tra scogli e indifferenze di treni

per chi attende le mani non possiedono corrispondenze come l’acqua in opposizione esistono solo per un tragitto di pietra e sebbene le nuvole siano esattamente le stesse è la differenza di latitudine che ne aumenta il grigiore perché quando a occupare lo spazio della pioggia sono le gocce sui volti non è possibile distinguere la … Continua a leggere Tra scogli e indifferenze di treni

come pianto fu declino

ho sentito piangere il silenzio col fragore dei muri piegarsi al tocco dell’acqua nei fossi del volto ho visto i suoi occhi in preda incontro agli uomini quando non volle muovere figli né preghiere e come pianto fu declino, limite in cui cercarsi senza immaginarsi e fu fiume annacquato di posti costretto in tappe d’occhi … Continua a leggere come pianto fu declino

dove tempesta non fu acqua

eri lontana come la strada quel giorno, silenzio per dirsi addio, mani per un forse d’arrivederci fu il tuo corpo a muovermi incognite, come lunghezza in distacco aveva deciso per un altro volo : della notte solo il magico intromettersi di vicoli e lampioni affinò parole e col volto leggero all’ultimo bacio morì con la … Continua a leggere dove tempesta non fu acqua