graffiando teli di sambuco

quanta sabbia e occhi scorgo immensi e colori far finta ai gabbiani come fossero fremiti mi sollevano dai dubbi del mare in quell’attico di nuvole che svolge sentieri e appariscenze di luna istanti d’acqua in avvenenza di voce tra momenti di scogli e il protrarsi della marea mentre ad est si commuove il sole sdraiato … Continua a leggere graffiando teli di sambuco

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A mio padre

ho disceso mondi per trovarti e nell’alba ho disegnato fiori per vedere la tua luce ho pianto per il tuo tempo nei pomeriggi assenti quando nelle tue mani cadevo come lacrima e per non partire nascondevo la voce ora il tocco del tuo volto è sui miei passi e le parole mi sembrano fermate poi … Continua a leggere A mio padre

nessuna voce varrà la fine

in qualche parte di mondo il silenzio ama resti e strade come le donne le ombre sui veli quasi fossero scelta le mani di legno a decidere la resa, l’ennesima sconfitta macerie e fiori dentro il cuore salite e fosse per restare qualche piccola bomba al mercato per essere cancrena e fragore addosso giubbotti di … Continua a leggere nessuna voce varrà la fine

il silenzio fu voce e destinazione

misurammo giorni intorno ai nostri sogni allungati di campi e palloni non sentivamo che sorrisi : con le fronde a sud e i rami stesi al bisogno d’altezza immaginare un nuovo debutto sembrava un gioco di biglie poi vennero i binari e chiedemmo ragione al tempo per il cambio di barricata ma il silenzio fu … Continua a leggere il silenzio fu voce e destinazione

il modo intimo di scegliere i passi

quando il lato disinvolto del mondo è mestiere da grandi la parola ha voce d’inverno solo il modo intimo di scegliere i passi diviene conterraneo e vicino tanto da sentirsi ancora bambini a volte però non rimane che disfare giochi perché di quel senso smarrito di corse e occhi rimane un oggetto di vetro troppo … Continua a leggere il modo intimo di scegliere i passi

Sui teschi lacrime dal paradiso

Ho sentito il rumore dei machete contare fino a cento, parole di carne dividersi i numeri in cambio di un pezzo d’Africa ho visto il passaporto della razza pulire la storia con un sole di marmo, bandiere e soldati rivestire corpi domati ho sentito lamenti sgozzare la voce come prede di corsa e senza gambe … Continua a leggere Sui teschi lacrime dal paradiso

un orizzonte di seta rossa

Stella ha i polsi di bottiglia i capelli al sole e vene da riempire del tempo ha perso ogni traccia, ogni lampada destinata al cammino accetta da sempre tragitti non suoi e considera la vita un sintomo, una manovra da marciapiede il suo è un mondo d’accendino una mossa che assolve la forma in periferie … Continua a leggere un orizzonte di seta rossa

quando il mondo è il modo dell’erba

il sorreggersi incondizionato dei vecchi è un destino di pietra, una finestra sul nulla arroccata di tempo ostie dal profilo mediocre sono storie di vento che a ogni primavera sporgono di rami hanno le mani sottili di pioggia gli occhi sopravento capelli e teli alla maniera dei mobili di giorno stringono sedie in controluce -oltre … Continua a leggere quando il mondo è il modo dell’erba

graffi di città, quasi una sensazione di stelle

in questa città scheggiata dalle tangenziali la vita assomiglia al vuoto, all’altitudine impalpabile dei palazzi : appena una pellicola di nudità che racconta il suo film d’asfalto (nei colori metropolitani e i troppi silenzi per farne parte) mi dico che è una manciata di vicoli buttata lì, di sbieco al bavero di un lampione mentre … Continua a leggere graffi di città, quasi una sensazione di stelle

le tessiture inconsuete dei fulmini

ah, se di fronte al cielo riuscissi a sapere dell’aria e non soltanto di strade! del sole ho l’imperfezione dei canneti l’ostinato calore delle forme addosso alle pietre una qualche impresa di semaforo e non mi sono dimora le direzioni, redatte in vie di terza mano sfuggono, tra i salti dell’erba accennate e distanti a … Continua a leggere le tessiture inconsuete dei fulmini