con versioni in differenza d’acqua

ho coordinate sparse, due parole da comodino e le finestre con quel verso di mondo a taglie miste e ancora partenze e sentenze giornaliere colori fermati da qualche tasto di mani per scandire note in similitudine e ricordi per ogni verso, in ogni lacrima di foto a vivere ora col verso della pioggia definisco arrivo … Continua a leggere con versioni in differenza d’acqua

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l’altra meta dell’impronta

di questa vita ho la distanza dei minuti, l’altra meta dell’impronta, la misura dell’alba in concessione come la strada mi limito ai segnali e all’abbandono delle strisce (forse solo in un cenno di ripartenza scelsi vertigini e superficie) di solito ai marciapiedi preferisco la disposizione degli alberi o i movimenti delle nuvole in ordine sparso … Continua a leggere l’altra meta dell’impronta

in distanze di volti

quando in distanze di volti mancarono gli anni dei vecchi furono lacrime i contorni dei marciapiedi e i passi durarono alle ombre come assenze di foglie al vento degli altri nemmeno una voce ma panchine per seguire silenzi eppure sarebbe bastato il sorriso per dettare una stagione invece il volo riempì di pioggia le traiettorie … Continua a leggere in distanze di volti

a nord delle radici amai settembre

  nessuno seppe del vento quando mossi il mio tremore solo il destino degli alberi sembrò scegliere il mio passo l’autunno preferì la pioggia al morire delle mani e forse avrebbe voluto altre forme per dirsi mare -solo un volto mi smarrì e pianse in picchiata, come se a finire fosse il mondo- infine smisi … Continua a leggere a nord delle radici amai settembre

il silenzio fu voce e destinazione

misurammo giorni intorno ai nostri sogni allungati di campi e palloni non sentivamo che sorrisi : con le fronde a sud e i rami stesi al bisogno d’altezza immaginare un nuovo debutto sembrava un gioco di biglie poi vennero i binari e chiedemmo ragione al tempo per il cambio di barricata ma il silenzio fu … Continua a leggere il silenzio fu voce e destinazione

Sui teschi lacrime dal paradiso

Ho sentito il rumore dei machete contare fino a cento, parole di carne dividersi i numeri in cambio di un pezzo d’Africa ho visto il passaporto della razza pulire la storia con un sole di marmo, bandiere e soldati rivestire corpi domati ho sentito lamenti sgozzare la voce come prede di corsa e senza gambe … Continua a leggere Sui teschi lacrime dal paradiso

scelsi di rimanere con la pioggia

ai contrasti del gelso s’imbrattavano maglie e pantaloni con qualche parola a destinare il rosso del pomeriggio dal basso i tetti sembravano salti -avrebbero difeso anche il vento per non bagnarsi d’asfalto- tanto a farli morire da mattoni ci sarebbe stato Gregorio : pennarelli di circa trent’anni e malessere d’artista poi vennero le strade e … Continua a leggere scelsi di rimanere con la pioggia

le destinazioni hanno il peso delle valigie

le destinazioni hanno il peso delle valigie ma dipendono ancora dai bigliettai il microfono invece non sa decidersi tra arrivi e partenze appena fuori le macchine giocano a nascondino coi vigili usando tutta la destrezza della fuga solo la caduta dell’acqua raccoglie parole per farne saluti, il cielo pare rassegnato alle facce stanche e in … Continua a leggere le destinazioni hanno il peso delle valigie