Ti parlo ancora (da un dialogo con me stesso)

Ti parlo ancora…di noi e degli anni che abbiamo vissuto insieme. Ti ricordi? Tu eri spesso in disaccordo, un po’ su tutto, sulle ragazze, sulla scuola perfino sulle cose da mettere. Ma poi c’ero io sempre attento ai tuoi “vestimenti”, ai compiti da fare, alle uscite con le ragazze. Soprattutto con Teresa! Il nostro primo … Continua a leggere Ti parlo ancora (da un dialogo con me stesso)

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in distanze di volti

quando in distanze di volti mancarono gli anni dei vecchi furono lacrime i contorni dei marciapiedi e i passi durarono alle ombre come assenze di foglie al vento degli altri nemmeno una voce ma panchine per seguire silenzi eppure sarebbe bastato il sorriso per dettare una stagione invece il volo riempì di pioggia le traiettorie … Continua a leggere in distanze di volti

questo è il modo del mondo

vedo i corpi giustificati di gente, le fughe dei volti, i marciapiedi degni d’illusione intorno vetrine distinte celebrano il macramè delle signore, mentre più in là i sogni affittano cartoni ambulanze e discese d’alcol coprono di latta i cappotti mentre l’inverno affolla mattoni e sono lì, fermo come l’alba con la direzione dei gabbiani che … Continua a leggere questo è il modo del mondo

tutt’intorno vuoto e ampiezza

la strada assume direzioni con poche diottrie nei sospetti di letture ha la sosta, i gesti delle persone il viavai delle solitudini solo qualche sedia circoscrive il rumore delle macchine oltre il pomeriggio e l’abitudine Maria addobba cartoline con limitazioni di muri molte le pagine del tempo tra sigarette e caramelle : il bancone di … Continua a leggere tutt’intorno vuoto e ampiezza

col rumore dei jeans che non capirono

Laura era scesa di buon mattino il sorriso stampato sul casco la moto appena dietro la patente nuova dal balcone i fiori tentavano il ritmo del tempo col sentimento del vento anche l’aria era convinta del sole solo una nuvola sosteneva il grigio del cielo era bella Laura, di quella bellezza che non ti accorgi, … Continua a leggere col rumore dei jeans che non capirono

dove tempesta non fu acqua

eri lontana come la strada quel giorno, silenzio per dirsi addio, mani per un forse d’arrivederci fu il tuo corpo a muovermi incognite, come lunghezza in distacco aveva deciso per un altro volo : della notte solo il magico intromettersi di vicoli e lampioni affinò parole e col volto leggero all’ultimo bacio morì con la … Continua a leggere dove tempesta non fu acqua