una giostra puntellata di jeans

gli ’80 erano una giostra puntellata di jeans e capelli a ringhiera, il Ciao da spingere non era propriamente un volo ma sentirsi contro sembrava un altro mondo le ragazze in vena di rossetti misuravano scarpe col biondo sulle spalle e le catene degli occhi in controluce come a sorridere noi invece, con poche altezze … Continua a leggere una giostra puntellata di jeans

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diecimila lire

quante sere sui volti distanti come panchine senza tempo a ridere se i soldi erano solo un’idea o i metri della piazza un registro riempito a chilometri e le ore, annoiate e appese, a rendere superflue le parole di settembre come le feste alla fine di un abbraccio : eravamo aria in quegli attimi da … Continua a leggere diecimila lire

cantando bonaccia per un po’ di vento

continuerò a sentirmi onda e non cederò solo forme ma un movimento di lasciti e riprese continuerò a mestierarmi uomo per le andature delle donne e per queste rime che mi annaspano tra le mani forse poetando del mondo e morendo col mio sogno o forse sarò tempo in verticale di voci e porti magari … Continua a leggere cantando bonaccia per un po’ di vento

domani accarezzerà ancora i fiori

Marina vende ai giorni il lato inverso del mondo, l’altra possibilità di un gesto ha il suo angolo di cielo tra giornali e fianchi d’inchiostro e raccoglie scontrini come un pomeriggio smesso di fronte il caffè misura precipitazioni metropolitane raccogliendo orme -solo i fiori aspettano una carezza- un’ultima luce tra i cartelloni bagna i marciapiedi … Continua a leggere domani accarezzerà ancora i fiori

accade che le finestre parlino d’asfalto

accade che il mondo si disfi della sera quando il vuoto è simile al gesto dei cuscini quando in misure e numeri le avventure degli alberi si trascurano in margini e distanze e le uscite dispongono dei volti come abbandono accade che le finestre parlino d’asfalto quando i lampioni tendono l’abitudine alla strada con direzioni … Continua a leggere accade che le finestre parlino d’asfalto

Il treno delle nuvole

Una stazione ferroviaria è un crocevia che si rivela in tante piccole vie oppure si proietta dentro piazze dove incontrarsi per un aperitivo o un saluto. L’accomuna il moto rotatorio di arti, occhi e frattaglie varie intenti a prendere un treno che non sempre conduce nel posto dove si vorrebbe arrivare. In quella porzione di … Continua a leggere Il treno delle nuvole

a nord delle radici amai settembre

  nessuno seppe del vento quando mossi il mio tremore solo il destino degli alberi sembrò scegliere il mio passo l’autunno preferì la pioggia al morire delle mani e forse avrebbe voluto altre forme per dirsi mare -solo un volto mi smarrì e pianse in picchiata, come se a finire fosse il mondo- infine smisi … Continua a leggere a nord delle radici amai settembre

il modo intimo di scegliere i passi

quando il lato disinvolto del mondo è mestiere da grandi la parola ha voce d’inverno solo il modo intimo di scegliere i passi diviene conterraneo e vicino tanto da sentirsi ancora bambini a volte però non rimane che disfare giochi perché di quel senso smarrito di corse e occhi rimane un oggetto di vetro troppo … Continua a leggere il modo intimo di scegliere i passi

rimasero i colori con un gesto di finestra

c’è stato un Dio che offrì al cielo la tentazione della sera iniziò con aperture e dettagli argilla e parole poi scelse le mani per distribuire volti e strade ma latitante fu il mondo e apparente il suo sentiero allora discese in luoghi e tempi come tra piccole dimore e quando di fronte all’altezza sentì … Continua a leggere rimasero i colori con un gesto di finestra

un crinale di bora e nulla più

Marisa ha gli occhi come la notte molte albe disgiunte qualche lacrima da presentare stringe sigarette slovene e conati di gente, non ha memoria per quel corpo incominciato nel suo insieme è dolce si muove col respiro intorno al cielo fitto, crede ancora nei sorrisi soprattutto quando sono a forma di euro Marisa indossa un … Continua a leggere un crinale di bora e nulla più