continuerò a sentirmi onda
e non cederò solo forme
ma un movimento di lasciti e riprese

continuerò a mestierarmi uomo
per le andature delle donne
e per queste rime
che mi annaspano tra le mani

forse poetando del mondo
e morendo col mio sogno
o forse sarò tempo
in verticale di voci e porti

magari avrò accesso all’alba
come in giovinezza di ginestre
o cantando bonaccia per un po’ di vento

e anche se le notti saranno senza luce
non lascerò il cammino
ma tenterò l’entusiasmo dei colori
con gli occhi in doppiopetto

poi al primo scoglio sarò ritorno
lì, dove la fine del mondo
mima immensità e bellezza

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