stiamo alle porte come in paradiso

ascoltando Knockin’ On Heaven’s Door (Unplugged) di Dylan, mi è venuta così, quindi da leggere assolutamente col brano in sottofondo. Abbiate pietà 🙂

stiamo alle porte come in paradiso,
come un salto al vento
per non sentire il vuoto del moto,
stiamo e non moriamo, incontro al giorno
stiamo, con due gocce
come in un mare di lacrime
che ad essere padre è sempre pronto,
siamo e non moriamo, vivi in un foulard di terra
dentro un carro di spighe,
alla stessa misura del sale,
di qualche messa che non preghiamo,
e voliamo in passare al cielo
come scie per un Dio che non conosciamo

siamo e quindi stiamo, presenze
al giorno, ombre quando a sera
proviamo lanterne,
cerchiamo, con le anche in leggerezza
nel verso instancabile dei bambini,
stiamo e vogliamo,
veloci con due note di sorriso,
nelle estensioni di un bacio
rubato al mattino, stiamo e siamo
coriandoli in fondo alla luna
cerchi in luogo di superficie,
alberi a cadenza ristretta,
viali incontentabili di panchine,
stiamo alle porte del paradiso
come un sogno agli occhi

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18 pensieri su “stiamo alle porte come in paradiso

          1. ahah tu nn mi leggi!
            Il primo traduttore di Bob Dylan in Italia nel 1972 Stefano Rizzo, prefazione Fernanda Pivano, Newton Compton e l’ultimo libro Love minus zero 😉 che il Barman ha presentato anche al suo circolo culturale a Como 🙂

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