E sono qui a chiedere eternità.
Intorno al cielo trascurato da mille bagliori,
senza un solo atto di preghiera.

A correggere altezze la strada
come brezza che risolve ogni lungomare.
Come un andare lento,
un tema a candela che spunta dai vicoli.

Tra bottiglie perdute e vecchie pagine
parlo al silenzio. Un pontile di pietra
trema nel suo gioco di lampioni e la mia ombra
non ha che una sosta in un volto lontano.

(che ne sarà del vento a meridione,
dei colori in mattinata alle more se le finestre
sono insistenze di vetro quotidiano)

Legati all’ultima acqua
sono fermi i porti d’avventura.
Stanchi i passaggi delle vele,
sospesi all’ancóra dentro un grammo di sale,
con nessuna traccia da dettare.

Dove non è solco l’albero di grecale
forse sarà bacio il tempo del rossore
e giovane la tela del domani.

A distrarmi di sole la vita. In attesa che diventi onda.
Sorprendentemente mare.

 

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