sono fermi i porti d’avventura

E sono qui a chiedere eternità.
Intorno al cielo trascurato da mille bagliori,
senza un solo atto di preghiera.

A correggere altezze la strada
come brezza che risolve ogni lungomare.
Come un andare lento,
un tema a candela che spunta dai vicoli.

Tra bottiglie perdute e vecchie pagine
parlo al silenzio. Un pontile di pietra
trema nel suo gioco di lampioni e la mia ombra
non ha che una sosta in un volto lontano.

(che ne sarà del vento a meridione,
dei colori in mattinata alle more se le finestre
sono insistenze di vetro quotidiano)

Legati all’ultima acqua
sono fermi i porti d’avventura.
Stanchi i passaggi delle vele,
sospesi all’ancóra dentro un grammo di sale,
con nessuna traccia da dettare.

Dove non è solco l’albero di grecale
forse sarà bacio il tempo del rossore
e giovane la tela del domani.

A distrarmi di sole la vita. In attesa che diventi onda.
Sorprendentemente mare.

 

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22 pensieri su “sono fermi i porti d’avventura

    1. mi piace stare in silenzio, ascolto il suo quieto andare, la sua dolce andatura di note e mi rilasso! A volte il silenzio è più gratificante del rumore, di quella bolgia di parole fine a se stesse. Un pò di sano “sentirsi” dentro è una sorta di alchemica empatia con se stessi, che secondo me è necessaria per relazionarsi appieno con gli altri.
      Ciao

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      1. Sono d’accordo con te, in questo mondo dove l’apparire, le conferme, diventano quasi una necessità, o peggio, una dipendenza, è difficile scendere nella profondità dell’animo… stare soli con sè stessi, ritrovarsi. Il silenzio fa paura, forse, soprattutto per questo, ma se è costruttivo può solo farci bene e se stiamo bene con noi stessi, come hai detto bene tu, stiamo bene anche con gli altri, senza dubbio.
        Buona serata! 🙂

        Liked by 1 persona

        1. la sfida è proprio quella, sapersi accettare, “guardarsi” dentro, scoprirsi in silenzio apre visioni così vivide che nessun vociare può lontanamente dirsi paragonabile. Con questo non voglio affermare che l’unica via sia il silenzio, no assolutamente, ma è una parte fondamentale della nostra esistenza. Il silenzio fa paura quando è patologico non quando ti fa vedere con altri occhi, con le iridi libere dalle tante velature che ci propina la realtà. il silenzio in qualche è modo è come la scrittura, al “rumore” leggero dell’inchiostro, al senso alto delle impressioni messe su carta.
          Ciao e buona serata a te

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