Ho due monete di mare tra le mani,
un’ombra di salsedine nelle tasche.
Lungo la costa uno spigolo di mondo avanza
indifferente ai miei pontili,
al cielo disordinato.

-la mia è una maschera di fumo
(l’altra mano delle stelle)
ma prima che diventi nera vorrei saper volare-

Non scorgo vento addosso alle onde
ma solo movimento incostante
e schizzi di me che mimano alberi:
a qualche passo la sera accosta le sue luci.

Lontano i tetti sopramonte spengono i camini
in fiamme di gelso.
Più in là la cera sputa il suo miele
e fugge via con la parola.

Intorno nuvole di gabbiani declinano il tempo
così la collina muove istanti d’ulivo.
Tra diramazioni e il respiro
del mio compagno marciapiedi.

Intanto il sogno s’incunea all’orizzonte
e un ultimo bagliore cade d’infinito.

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